SALSA CUBANA

Secondo il dizionario della “Real Accademia Espanola” la Salsa è un miscuglio di varie sostanze commestibili che si usa per insaporire in cucina. Però in questo Sito ci occuperemo di un altro tipo di Salsa i cui ingredienti sono “condimentos musicales”. Dalla sua base il Son Cubano fino al Merengue Dominicano, la Cumbia Colombiana,il Jazz Nordamericano,il Samba Brasiliano ed altri ritmi musicali del Caribe.

Non Possiamo parlare della Salsa senza tenere conto del genere musicale che costituisce le sue radici: el Son Cubano.
Questo nacque nella campagna dell’oriente di Cuba nella seconda metà del Secolo scorso ,avendo come antenato l’influenza Spagnola,Francese e per supposizione quella Africana.

Questa unione perfetta giunge nelle città a inizio di questo Secolo incontrando rapidamente consensi e interesse da parte di tutti.

Ricorre nell’ anno 1909 il suo ingresso all’ Avana ,portata dai soldati dell’esercito permanente del governo di quell’epoca, ma sarà poi dal 1920 che con la comparsa del gruppo “Sexteto Habanero” si marcò lo stile che contraddistingue il Son Cubano. In questo decennio appaiono altri “Agrupaciones Soneras” come Septeto Nacional di Ignacio Pineiro, nato nel 1927, gruppo che ancora esiste.

Temi come Echale Salsita,El guanaco Relleno y Suavecita ,sono ancora oggi conosciuti e interpretati internazionalmente. Nello stesso modo il Trio Matamoros fondato nel 1925, ci lasciò brani come El son de la Loma,El que Siembra su Maiz,La Mujer de Antonio,y Lagrimas Negras . La formazione che predominò nei gruppi di quell’epoca era: contrabbasso,tres/ chitarra a tre paia di corde /chitarra, clave, morocos ,voce una tomba (optional).

Negli anni 40 appare un signore chiamato Arsenio Rodriguez che modifica la formazione del septeto e,include nella sua Orchestra oltre agli strumenti finora menzionati ,il piano,il tamburo e ,3 o 4 trombe,formazione molto simile ai gruppi attuali. Nel 1950 Arsenio si stabilisce a New York e forma altri gruppi ,diventando uno dei precursori del movimento Salsa degli Stati Uniti . Tra i motivi più famosi di Arsenio ci sono: Fuego en el 23,El Guayo de Catalina e Brunca Maniguà.

Il Son continua la sua auge e diffusione per merito de Matamoros ,Arsenio, ecc..
El son oltrepassa l’arca del Paese fino ad arrivare in Venezuela ,Colombia ecc..

Gli anni 50 si distinguono per la comparsa del massimo interprete del genere di tutti i tempi : Benny Morè ,con la sua Banda Gigante Benny,ancora oggi continua ad essere un riferimento per tutti i musicisti salseri. Con il trionfo della Rivoluzione Cubana nel 1959 e la comparsa del blocco economico Americano, La storia di questa musica prende due diverse strade:quello che successe fuori da Cuba (soprattutto a New York) e quello che successe dentro l’isola stessa.

Gli impresari Nordamericani dal mondo discografico si vedono obbligati ricorrere a musicisti e compositori Cubani residenti fuori dall’isola ed altri musicisti latini coltivatori del ritmo,si comincia ad ascoltare Tito Puente ,Xavier Cougat, los Palmieri, Johnny Pacheco ,Tito Rodriguez,Celia Cruz,Ismael Rivera y Sonora Matancera oltre a tanti altri.

Si comincia ad ascoltare il nome Salsa per il Son, che nonostante i cambiamenti che questi eccellenti musicisti apportarono ,continuò a mantenere l’impronta che Arsenio gli diede.Qua appare il nome Salsa ,ma non sarà fino al 1974 che Willy Colon e Ruben Blades gli conferiscono la medaglia di vera identità di genere musicale Salsa .

Nonostante la composizione armonica innovatrice che gli diedero,oltre all’uso di 3 o 4 trombe anziché una ,la base ritmica continuò ad essere uguale a quella del Son. Da qua in avanti è altra storia ,Pacheco direttore della Fania ha spiegato che loro presero la musica cubana e vi inserirono accordi molto avanzati facendo enfasi del ritmo,e togliendo certi dettagli,ma senza alterarne l’essenza.

Siccome la parola Salsa, Sabor e Azucar da sempre sono legate a questa musica decisero di chiamarla in questo modo. Questo nome servi’ per presentare in Europa un ritmo prima conosciuto come Tropical.

Come confessa Pacheco l’ intenzione non fu’ mai di rubare la musica ai Cubani inserendola sotto altro nome, perché egli sempre ha riconosciuto che le radici della musica Salsa sono Cubane e che la sua scuola si trova a Cuba. La Salsa continuò il suo sviluppo vertiginoso. Nel decennio degli anni 80 compare la Salsa Erotica o Balda Salsa che si distingue per i suoi testi romantici e sensuali.

Negli anni 90 appare la cosiddetta Salsa Rap.

Possiamo nominare alcuni trà i Salseri più conosciuti ( oltre quelli già menzionati ) Oscar D’Leon (io lo considero sonero) Gilberto Santarosa ,Lalo Rodriguez ,Eddy Santiago, Luis Enrique,Marc Anthony, La India , Tito Nieves ,Josè Alberto “El Canario”, D L G e moltissimi altri.

Bisogna specificare che quando noi parliamo della Salsa , ci riferiamo alla musica direttamente discendente dal Son.
Il Merengue e la Cumbia sono anch’esse vendute come Salsa, prodotto della logica commerciale Americana che battezza con un solo nome facile da ricordare diversi ritmi di altri paesi.
Questo fù applicato negli anni 50 al Bolero,Mambo e Cha Cha Cha, Son e Conga con il nome Rumba.

L’Evoluzione Dentro Cuba

Si ascoltano i ritmi Mozambique per Peyo el Afrokàn e el pilon per Enrique Bonne. All’inizio degli anni 60 furono le prime novità della ” Forma Sonera” post rivoluzionaria che si caratterizzarono per la loro enfasi a base ritmica. Più avanti appare il maestro Juan Formell con una nuova struttura musicale chiamata Songo,che con la sua Orchestra “Los Van Van” rivoluziona i componenti aggregando la batteria,le chitarre e il basso elettrico. Il fatto che dentro di Cuba non esistesse la necessità di competere commercialmente per vendere musica ,permise che si potesse sperimentare con nuove forme e stili di suonare il Son o la Salsa.

Questa nuova forma è il risultato di una forte presenza della ritmica Africana, raggiunta con Orchestre piene di combinazioni e sfumature dove si usano i metalli con una certa aria jezzata, distaccandosi dal virtuosismo degli strumentisti ,a differenza della musica che si fa fuori da Cuba dove esistono certi schemi rigidi per il commercio ,nei quali si lavora totalmente in funzione della voce del solista con un materasso musicale omogeneo. Bisognerebbe poi dire che a Cuba la musica da circa 10 anni ,si vendeva con il suo vero nome,Son.

Però la necessità di esportarla per farla conoscere internazionalmente portò alla conseguenza che, anche a Cuba si inizio’ ad usare il nome Salsa per questa musica.

Recentemente Juan Formell assieme ad altri musicisti Cubani la ribattezzano come Timba Cubana , come rappresentanti di questo genere troviamo: Los Van Van,NG la Banda ,La Charanga Habanera,Paulito FG,El Medico de la Salsa , Issac Delgado,Adalberto Alvarez,Manolito Simonet,Angel Bonne e molti altri.

Attualmente stiamo assistendo ad una specie di reincontro della musica Cubana con la sua progenitrice: Cuba.

A causa del grande scambio culturale trà Cuba e Stati Uniti ,possiamo notare una forte influenza della Timba Cubana nella Salsa Newyorkese, lo possiamo notare nella musica di Victor Manuelle ,Tito Nieves ed altri,così come in numerose orchestre Cubane si nota l’influenza di salseri stranieri.
Si può notare dal premio Grammy al disco Afrocuban All Star realizzato da vari musicisti tradizionali Cubani,effettuando un legittimo riconoscimento all’origine del Son o Salsa o Timba . Possiamo dire che la Salsa inizia da Cuba ,il paese delle sue radici,va poi nei Caraibi ,zona generatrice dei suoi condimenti ,dove si incontrano attraverso la storia Europei ,Asiatici e Nordamericani e soprattutto africani,che daranno a questa musica sensualità, bellezza estetica e “MUCHO SABOR”

SALSA

Difficile stabilire anche per essa una paternità certa. Facilmente riconducibile a una rielaborazione nel corso degli anni del “son” cubano (contraddistinto da melodie spagnole, ritmi africani e testi di vita cubana) attraverso l’invenzione di suoni nuovi e ritmiche originali.
Diffusissima in tutte le isole caraibiche e nei vicini Stati del CentroAmerica venne soffocata e non più esportata a causa dell’embargo degli anni Settanta contro Cuba, ma si ritiene che coloro i quali si erano già radicati in Colombia, in Venezuela, PuertoRico o negli Stati Uniti abbiano contribuito alla diffusione di una Salsa trasformata ed arricchita a seconda della propria tradizione musicale locale e degli ambienti diversi.
La tradizione cubana vede la salsa come espressione di galanteria e di corteggiamento musicale. Altre opinioni la interpretano come un rituale tribale. Difficile stabilire anche la provenienza del nome salsa.
Non sappiamo esattamente quanti stili di ballo racchiuda, quante mescolanze abbia, quante influenze abbia avuto, se sia solo un termine usato dai venditori e dai discografici per identificare un multigenere musicale cosi ampio, ricco, passionale, comunicativo, con diverse connotazioni storico-politico-sociali. Certo è che la salsa sia ascoltata sia ballata, diverte, trascina, conivolge, unisce e arricchisce.
La salsa può essere differenziata da molti stili quale Los Angeles Style, New York Style, Sosa Style, Cubana e molti altri a seconda dei quali va ballata sul tempo 1, sul 2 in clave, in “Break On two” oppure sul “6 in break”.

MERENGUE

Le origini di questo ballo folcloristico sono oscure. Molti riconducono la sua nascita nell’isola di Santo Domingo, alcuni sostengono che nasce a Cuba. Certa invece era la considerazione che aveva la borghesia: molto bassa, perché era considerato un ballo volgare proprio per le sue allusioni sessuali, sia per i passi che per i movimenti.
In Puerto Rico viene ben accolto e da lì si sviluppa e vengono scritti svariati brani.
Il tempo musicale del merengue scritto è in 2/4. Nel Merengue che ha una melodia molto ripetitiva, si distingue un accento sull’1 che fa capire dove si inizia con il primo passo.

BACHATA

Ballata romantica in voga già dagli Anni Trenta, parla di storie d’amore infelici, abbandoni, povertà e tristi vicende. Non ottiene successo nella classe borghese, perchè essendo di tradizione popolare e contadina veniva considerata volgare ed indecente.
Infatti veniva ballata solamente nelle feste di paese o in locali equivoci dove prostitute, contadini o in generale, la povera gente erano spesso protagonisti di storie violente e sofferte. Grazie però alla diffusione radiofonica dominicana, la bachata venne ascoltata anche da alcuni cantanti famosi che la elaborarono e la portarono al successo fino ad arrivare ai giorni nostri.
Per quanto concerne il tempo musicale vanno sottolineate alcune differenze: nei paesi di origine è ballata sul tempo 1, dove la coppia rimane per quasi la totalità del brano sempre in un contatto corpo a corpo, compiendo raramente “vueltas”. Alcuni grandi artisti invece preferiscono ballare ed insegnare la bachata sul tempo 2.
A livello di tecnica dei passi non ci sono variazioni. Ballare sul tempo 2 significa solo far combaciare il movimento “ancheggiato” del corpo sull’accento musicale di uno strumento.
Si crea così una sorta di armonia tra movimento e musica che è di sicuro effetto.
Purtroppo, un velo di superficialità però, fa sì che si siano create discrepanze nei giudizi, negativi in entrambi i sensi. La miglior cosa è farsi spiegare la differenza di interpretazione da un maestro e poi scegliere.

MAMBO

Nato negli anni ’50, si estese per un decennio. Subì molte influenze da parte delle grandi orchestre nordamericane, con percussioni e ritmi di base di estrazione afrocubana. Anche il jazz, lo swing aggiunsero le loro sonorità.
La coreografia di un mambo risulta complicata perchè prevede movimenti veloci e sincronizzati. Il mambo lo si riconosce a differenza della salsa per gli strumenti con il quale è suonato e per la melodia che vi e in esso, all’inizio per distinguerli ci và un pò di attenzione ma poi una volta capita la diversita è semplice e automatico.
Un buon maestro deve sapere le differenze sostanziali di questi stili come le ritmiche e i conteggi diversi per ognuno di essi; se non li sapete ancora distinguere fatevi chiarire ogni dubbio.
Soffermiamoci sul tempo del mambo o salsa mambo: sono brani veloci, grintosi e sono alla base di due stili quali New York Style e Los Angeles Style. Pur essendo due stili americani, hanno natalità opposte: uno sulla costa Est, l’altro sulla costa Ovest degli Stati Uniti.
Tra loro vi è una grande differenza, addirittura lo stesso mambo può essere ballato su tempi diversi, anche se ogni stile utilizza mambo diversi, caratterizzati da strumenti differenti.
Se avete domande o dubbi sulle differenze sostanziali, sui tempi e sulle sfaccettature dei vari stili che non vi sono state chiarite non esitate a contattarci!

RUMBA CUBANA

Fra i tanti generi provenienti dalla cultura africana, la rumba, a volte mescolata al son e alla musica ballabile si è estesa a Cuba verso la fine dell’Ottocento, quando venne dichiarata la fine della tratta degli schiavi; finalmente liberi, senza più padroni e quindi senza più dimore, dovettero costruirsi le loro abitazioni ai margini delle città.
Da qui prese forma una festa profana frequentata da tutta la collettività chiamata rumba, che deriva da “rumbear” che vuol dire appunto ballare, festeggiare e divertirsi.
I cortili delle case, gli isolati e i soliti luoghi di riunione di quartiere divennero quindi gli scenari più tipici dove si incontravano i discendenti delle diverse etnie e popoli africani che erano stati fino a quel momento schiavizzati.
Gli strumenti, inizialmente rudimentali e composti da materiali di fortuna, come casse di legno, assi, cucchiai, padelle, cucchiaini, assunsero dei ruoli sempre più precisi con l’andar del tempo, così anche come il canto e i movimenti.
Riconoscere la rumba è semplicissimo: il ritmo secco, spesso caratterizzato dalla clave, il ballerino che entra in una danza invocando a volte divinità, la rendono inconfondibile.
Prendere qualche lezione di rumba cubana è molto importante per tutti i ballerini, migliora notevolmente l’espressione del corpo così da ottenere un ottimo risultato anche mentre si ballano altri balli caraibici.

CHA CHA CHA

È nato da piccole variazioni del danzon mambeado che negli anni ’40 veniva eseguito nelle sale.
Il suo famoso compositore-inventore, componendo e modificando alcuni brani famosi, inserì una parte di coro “cha cha cha”, che incontrò subito i favori del pubblico. Creò cosi melodie e modificò le ritmiche sincopate in modo da rendere più semplice l’esecuzione dei passi per i ballerini. Il cha cha cha, però, rientra nelle danze Latino Americane, ma tuttora è molto diffusa e usata per innumerevoli coreografie.
Inconfondibile, lo si riconosce subito proprio per quella variante che dà il nome al ballo. Il tempo di ballo è il 2, e il conteggio è 2-3 4-e-1.

SALSA CUBANA E PORTORICANA

Una leggenda metropolitana, che popola, le nostre sale da ballo “latine”, riguarda l’arcinota dicotomia tra salsa cubana e portoricana.
Debbo porre in essere delle delucidazioni in merito:

1. Si fa molta confusione tra stile di ballo e musica latina
2. Non è detto che la salsa portoricana debba essere più lenta della cubana (anche perchè a Cuba di salsa se ne fa mooooolto poca – infatti i ritmi suonati sono: Son. Timba, Bolero, cha cha, mambo e guaguancò)

Vi ricordo che la grande storia della salsa ebbe inizio ( a mio avviso) a New York city nel lontano 1966/67 con i dischi di Ricardo Ray intitolati: Comejen (1966) e Jala Jala y boogaloo (1967) con la collaborazione del cantante Bobby Cruz e del produttore Pancho Crystal. In Venezuela muovevano i primi passi Federico y Su combo Latino, Trabuco Venezolano, Oscar D’ Leon, il sexteto Juventud e pochi altri).

Per porre un asse temporaneo, a Cuba, nel 1969 I los Van van suonavano ancora un genere denominato Songo.
In Colombia Fruko non suonava ancora ed a N.Y. andava alla “grande” il mambo cubano di Tito Puente ed il latin jazz in genere.
Nei caraibi ed in sudamerica imperversavano: il bolero, il merengue (che ha quasi 150 di vita), il Tango (Argentina), Il samba (Brasile) ed altri generi tradicional (sottodivisioni del son) oltre alla guaracha, la guajira de saloon nonchè altri generi come il changuì, l’afro, il sucu sucu ecc. ecc. sia a Cuba, chiaramente, che in altre isole.

In Italia al giorno d’oggi gli stili di ballo sono tre o quattro (tolte le varianti del tempo sull’ uno o sul due). Bene, lo stile portoricano, esiste solo in Italia…. ed è un’invenzione dei maestri di ballo nostrani. Se capitate a puertorico vi potrebbero anche – sputare in faccia. In Tutta la latino America la salsa è considerata un ritmo senza troppe regole. Se invece vogliamo imparare dei veri e propri stili potremmo imparare a ballare alla “Cubana”, oppure, alla “Venezuelana” oppure il N. Y. style o il L.A. Style. Comunque, in sudamerica ci sono ottime scuole, e spesso, sono quelle scuole di ballo che troviamo per le strade nei “barrios” o in varie “bettole” dove si suona musica latina (anche in Italia, però, ne abbiamo di valenti).

Pertanto, tornando al discorso musicale, se vi trovate a ballare un pezzo molto “tirato” e vi dicono che è di un autore cubano, o di una band cubana, molto probabilmente, state ballando senza accorgervene una Timba oppure un son o addirittura un mambo ma, non una salsa…
Secondo me, però, i brani di salsa più “tirati” sono e restano quelli portoricani (ma pochi lo sanno perchè confondono la salsa romantica con la stessa portoricana e, fanno “di ogni erba un fascio”). Faccio qualche nome/titolo: Ricardo Ray – Bomba Camarà, Jose Mangual Jr. – Cuero na ma, Gran Combo de Puertorico – Timbalero.

I miei unici consiglii (oggi sono in vena di darne – prendeteli però con le “pinze”) sono i seguenti: ballate per divertirvi, ballate per voi stessi, non fate le “gare” in pista per dimostrarvi più bravi degli altri e sopratutto non andare a ballare per “rimorchiare” perchè potreste scoprire qualche spiacevole realtà…. ma questa è un’altra storia e ne parleremo più in la.

Avete opinioni in merito????

CHE COSA E’ LA SALSA

La salsa è il ballo di coppia danzato sulle note dell’omonimo genere musicale, ed ha movimenti e regole codificate. Esistono varie scuole, stili e tecniche diverse; tuttavia le principali sono la salsa cubana e la salsa portoricana, le quali a loro volta possono dividersi in altre sottocategorie (come la NY Style).

Uno degli elementi chiave di questo ballo è la (pausa) (chiamata anche battuta, sospensione o stop) sul quarto tempo del ritmo: durante l’esecuzione dei passi, per ogni tre “step” ballati ce n’è uno non ballato. Tale caratteristica subisce varianti ed evoluzioni a seconda della scuola e del gusto dei ballerini.

Pur esistendo sequenze di movimenti predefinite, chiamate figure o coreografie, la concatenazione di queste l’una all’altra è basata sull’improvvisazione; sta quindi alla fantasia dei ballerini costruire i vari passi di danza durante tutto l’arco del brano.

La posizione di partenza del ballo è un abbraccio frontale asimmetrico in cui l’uomo posa la sua mano destra dietro la schiena della propria ballerina, e con la mano sinistra le tiene la mano. Tale posizione è detta di coppia chiusa. Ma in genere viene abbandonata quasi subito, durante la danza, per lasciare spazio alla posizione di coppia aperta, che è il vero punto di partenza per le varie figure.

Esiste anche un momento in cui la coppia si divide e i due ballerini eseguono un assolo di passi (chiamati pasitos), molto presenti soprattutto nella salsa portoricana. Meno frequente nello stile cubano, nel quale l’unico momento di assolo è lasciato alla rumba cubana.

Questo ballo sottostà alla convenzione (comune anche ad altri balli) che vuole che l’uomo guidi e la donna segua. In buona sostanza l’uomo, mediante il linguaggio corporeo, comunica alla donna i vari spostamenti, giostrando opportunamente le varie pressioni con la mano destra sulla parte alta della schiena, sotto la scapola sinistra della donna, o alzando e abbassando le braccia, e imprimendo movimenti di rotazione

IL RITMO
La clave è lo strumento musicale il cui suono viene solitamente preso come punto di riferimento per gli attacchi dei passi. In realtà per un ballerino di salsa la difficoltà principale è trovare la prima battuta (che coincide con la prima battuta della quartina musicale); essendo la sezione ritmica spesso molto articolata ed eterogenea, nei brani di salsa, i numerosi strumenti percussivi che si sovrappongono necessitano di un orecchio allenato, per far sì che il movimento del corpo si coordini al ritmo. Tale esercizio è sovente difficile per il principiante, ma man mano che si procede nell’apprendimento del ballo, l’abitudine all’ascolto genera la capacità di decodificare all’istante gli accenti delle varie percussioni; per trovare l’uno musicale e quindi la prima battura di salsa è necessario anche un attento ascolto della voce solista e del coro, l’inizio del canto o particolari accenti della voce solista indicano l’uno musicale, mentre l’inizio del canto del coro spesso coincide con la quinta battuta (la prima della seconda terzina di movimento).

Esistono due modi principali di ballare la salsa: “sulla melodia” (quindi attaccando dal tempo 1) oppure “sulle percussioni” (quindi dal tempo 2) denominato “dos”. Ballando sull’1 o sul 2 si è anche “in frase” (Frase musicale). Questo è un discorso di tipo musicale, che si basa sugli “accenti” dei tempi forti. La salsa cubana solitamente si balla sul tempo 1 cioè sulla base, mentre la portoricana sul 2 cioè sul “dos”.

Un’ulteriore evoluzione è ballare sul break, tipico dello stile newyorkese ma ormai utilizzato anche nella portoricana perché più semplice da eseguire.

TIPI DI SALSA

Nei paesi d’origine, il ballo della salsa ha sempre fatto parte della cultura e dell’identità collettiva in modo molto radicato. La versione che è stata esportata nel mondo occidentale, ad uso delle scuole di danza, dei circoli, delle balere, è spesso “ripulita” e confezionata secondo lo stile della salsa da spettacolo, contrapposto invece alla salsa da strada, ovvero quella propria dei paesi caraibici.

Nella salsa da strada, ritroviamo infatti un modo di ballare legato all’improvvisazione estemporanea, a volte poco coreografico, e improntato soprattutto nei movimenti corporei effettuati in perfetta sintonia con il partner.

La salsa da spettacolo, invece, è più figurata e costruita, si dà maggiore risalto allo stile dei movimenti negli spazi e nei tempi “canonici” del ritmo, numerose sono le coreografie e le sequenze di passi codificate e acquisite come bagaglio personale dei ballerini; e a volte, ciò va a discapito della “spontaneità” istintiva nel sentire ‘proprio’ il ritmo e le vibrazioni musicali. Ad ogni buon conto, pregi e difetti sussistono in entrambi gli stili.

Anche in questo genere, non mancano le contaminazioni con altri balli: alcuni maestri infatti, insegnano passi che includono dei movimenti presi a prestito dall’hip hop, dal funky, spesso inserendoli nelle coreografie abituali.

In genere, ciò che attrae il principiante e lo invoglia ad imparare questo ballo, è innanzitutto il clima di divertimento e allegria suggerito dal tipico ritmo musicale movimentato e festoso. Un altro motivo è senz’altro la socializzazione: questo tipo di ballo infatti, specie nelle scuole di salsa, presuppone ed invita ad instaurare rapporti umani con i vari partners.

SOTTOCATEGORIE

Tra le nuove discipline derivanti dalle radici della salsa cubana e salsa portoricana sono da ricordare: Il Mambo New York style e la Los Angeles style. La prima nasce più come tecnica di insegnamento che come nuovo stile effettivo, in quanto usa il “break on two”, metodo didattico creato da Eddy Torres per insegnare a ballare sul “due” della melodia o della clave, tipico della salsa portoricana. Quindi il Mambo New York style non si distingue in modo netto dalla portoricana, ma la interpreta in modo diverso soprattutto perché si utilizza il “Break”. La Los Angeles invece si balla “sull’uno” tempo tipico della salsa cubana, quindi è una specie di misto , mantenendo il tempo cubano e rispettando la linea di ballo tipica della salsa portoricana,ma con la novità che vengono inserite tutte le figure degli altri balli e anche figure con posizioni acrobatiche( viene chiamata anche salsa free style). L’ideatore di questo nuovo modo di interpretare la salsa è il messicano (di adozione statunitense) Francisco Vasquez.

Tra le sottocategorie, è da evidenziare anche la nascita di una variante del ballo non ancora molto diffusa: la salsa cubana acrobatica, dove vengono inserite posizioni acrobatiche; a differenza della Los Angeles – dove queste vengono eseguite mantenendo la linea tra i ballerini – in questo caso le acrobazie vengono effettuate durante la rotazione verso destra tipico della salsa cubana.

Uno stile invece che ha preso molto piede grazie ai molti artisti che lo hanno abbracciato è la Salsa Hip Hop. Questo stile è un insieme tra la salsa in linea Los Angeles Style, New York Style , Portoricana) o la Salsa Cubana l’Hip Hop.

Lo stile è divulgato da salseri internazionali quali: Tropical gem (Fernando Sosa), U-Tribe,Effecto Latino (Maximo Rea), Chiquito & Dominican Power, Latin Black (Seo Fernandez), Leo Garcia (Raulin y Aaron), Salsachè (Lieb J.).

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