Valzer Viennese
23 feb 2012 Lascia un commento
E’ il ballo per eccellenza, grazie ai suoi volteggi trascinanti e vitali. E’ stato il primo ballo di parità sessuale, nel senso che nella sua esecuzione dama e cavaliere si alternano nella conduzione.
PASSO BASE, 6 PASSI
è un camminata molto simile alla mazurca ma con passi molto più corti e veloci, quindi l’uomo procede di fronte a se, procedendo in senso antiorario nel lato destro della pista, il primo passo è di spinta naturale e il secondo ed il terzo sono corti;
Uomo: 1 tacco-pianta, 2 pianta, 3 pianta-tacco, 4 tacco-pianta, 5 pianta, 6 pianta-tacco
Donna: 1 pianta-tacco, 2 pianta, 3 pianta-tacco, 4 pianta-tacco, 5 pianta, 6 pianta-tacco
UOMO: avanza con il piede destro di tacco-pianta, portando il peso del corpo sulla stessa gamba.
DONNA: indietreggia di un passo con la gamba sinistra di pianta-tacco.
UOMO: avanza con la gamba sinistra effettuando un breve passo, di pianta, in avanti e si trova con il peso del corpodistribuito sulle due gambe.
DONNA:: indietreggia con la gamba destra di pianta e come per l’uomo si trova con il peso ripartito sulle due gambe
UOMO: avanza con il piede destro di pianta-tacco avendo il peso del corpo sul piede sinistro.
DONNA: avendo il peso del corpo sulla gamba destra, indietreggia con un breve passo con la sinistra di pianta-tacco. Alla fine di questo passo la punta del piede destro dell’uomo si trova tra le due punte della donna.
UOMO: avanza con passo naturale con il piede sinistro, di tacco-pianta, portando il peso del corpo su questa gamba.
DONNA: indietreggia con l’uomo di un passo con la gamba destra, di pianta-tacco.
UOMO: avanza con un breve passo con la gamba destra di pianta, e si trova con il peso del corpo distribuito sulle due gambe.
DONNA: sposta indietro la gamba sinistra di pianta e come per l’uomo il peso del corpo è ripartito sulle due gambe.
UOMO: effettua un breve passo in avanti con la gamba sinistra di pianta-tacco.
DONNA: effettua un breve passo indietro con la gamba destra di pianta-tacco.
GIRO A DESTRA, 6 PASSI
la posizione dell’ uomo è diagonale-centrosala preparandosi per il giro adestra, la donna è di fronte e si appresta a seguirlo, così facendo la coppia compie un giro completo che deve essere eseguito in sei movimenti distinti con la seguente cadenza 1,2,3….4,5,6 al 3 ed al 6 l’uomo e la donna riuniscono i piedi. Questo movimento va eseguito con molta grazia, le ginocchia leggermente flesse, sfiorando la punta della scarpa sul pavimento;
Uomo: 1 tacco-pianta, 2 pianta, 3 pianta-tacco, 4 pianta-tacco, 5 pianta, 6 tutto il piede;
Donna: 1 pianta-tacco, 2 pianta, 3 tutto il piede, 4 tacco-pianta, 5 pianta, 6 pianta-tacco;
UOMO: avanza con la gamba destra con un passo, lungo la line di ballo tenendo le ginocchia flesse compiendo così 1/8 di giro a destra, effettuando con il corpo il movimento contrario, cioè gamba destra avanti e spalla e anca sinistra avanti.
DONNA: sposta la gamba sinistra indietro, leggermente a lato, sulla pianta ruota quanto il cavaliere appoggiando il tacco.
UOMO: allargando la gamba sinistra a lato l’appoggia sulla pianta del piede, con un movimento ampio, abbassandosi sulla gamba destra, ruota di 2/8 di giro.
DONNA: sposta a lato il piede destro, appoggiandosi sulla pianta, ruotando così di 3/8 di giro per lasciare spazio al l’uomo che la sorpassa lungo la linea di ballo.
UOMO: unendo il piede destro al sinistro, si alza sulle piante con una rotazione di 1/8 di giro appoggiando il tacco del piede destro.
DONNA: unisce il piede sinistro al destro strisciando sul pavimento con tutto il piede.
UOMO: indietreggia con la pianta del piede sinistro e ruota a destra di 1/8 di giro, poi appoggia il tacco sinistro; effettua un movimento contrario rispetto alla gamba sinistra che si trova indietro.
DONNA:sposta la gamba sinistra di lato, con un movimento ampio, striscia il piede sinistro sulla pianta abbassandosi sulla gamba destra, ruotando di 2/8.
UOMO: allarga la gamba destra appoggia la pianta del piede e ruota di 3/8 di giro. con il braccio destro agevola la rotazione della donna che sorpassa l’uomo di 2/8 di giro.
DONNA: Sposta la gamba sinistra di lato, con um movimento ampiom striscia il piede sinistro sulla pianta e si abbassa sulla gamba destra ruotando di 2/8.
UOMO: unisce lentamente il piede sinistro al destro strisciando sul pavimento con tutto il piede.
DONNA: unisce il piede destro al sinistro si alza sulle piante, conclude la rotazione di 1/8 di giro e appoggia il tacco destro.
GIRO A SINISTRA, 6 PASSI
l’uomo si trova lungo la linea di ballo come nel giro a destra, la coppia segue sempre tre direzioni precise: la line di ballo, la diagonale verso il centro della sala e la diagonale verso la parete. Quando è preceduto da un passo di cambio indietro, il giro a sinistra può essere iniziato al passo 4;
Uomo: 1 tacco-pianta, 2 pianta, 3 pianta-tacco, 4 pianta-tacco, 5 pianta, 6 pianta-tacco;
Donna: 1 pianta-tacco, 2 pianta, 3 pianta-tacco, 4 tacco-pianta, 5 pianta, 6 pianta-tacco;
Uomo: avanza lungo la diagonale centro di un passo con la gamba sinistra di tacco-pianta girando di 1/8.
Donna: sposta la gamba destra indietro di un passo, di pianta-tacco lungo la diagonale centro girando di 1/8.
Uomo: allarga la gamba destra, appoggia la pianta del piede e così compie 2/8 di giro.
Donna: ruota di 3/8 di giro all’indietro allargando il piede sinistro di pianta.
Uomo: incrocia il piede sinistro davanti al destro sulla pianta, ruotando di 1/8 di giro e appoggia il tacco del piede sinistro
Donna: riunisce il piede destro al sinistro, si solleva sulle piante e appoggia il tacco del piede destro.
Uomo: sposta all’indietro la gamba destra di un passo, di pianta-tacco, e si prepara ad un ampia rotazione a sinistra di 1/8 di giro.
Donna: avanza con il sinistro di tacco-pianta e segue il partner ruotando di 1/8 di giro.
Uomo: sposta di lato ilpiede sinistro in diagonale centro, ruota verso sinistra, all’indietro di 3/8 di giro, con il braccio sinistro agevola la rotazione della donna senza perdere la posizione.
Donna: sposta di lato il piede destro, appoggia la pianta e compie 2/8 di giro.
Uomo: unisce il piede destro al sinistro, si solleva sulle piente poi appoggia il tacco del piede destro.
Donna: incrocia il piede sinistro davanti al destro mentenendosi sulle piante, questo movimento permette di concludere la rotazione di 1/8 di giro, poi appoggia il tacco del piede sinistro.
BASE DI CAMBIO INDIETRO, 3PASSI
E’ un cambio tra il giro a destra e quello a sinistra, senza dover eseguire la camminata base. si esegue rallentando la velocità, questa base di cambio da la possibilità di girare a sinistra dopo il giro a destra
Uomo: 1 pianta-tacco, 2 pianta, 3 pianta-tacco;
Donna: 1 tacco-pianta, 2 pianta, 3 pianta-tacco;
Uomo: effettua un passo indietro con il piede sinistro di pianta-tacco.
Donna: effettua un passo avanti con la destra di tacco-pianta.
Uomo: allarga la gamba destra di lato appoggiando la pianta con un movimento ampio e si abbassa sulla gamba sinistra.
Donna: sposta la gamba di lato e appoggia la pianta
Uomo: unisce il piede sinistro al destro stando sulle piante e poi appoggia il tacco sinistro il busto è leggermente inclinato a sinistra.
Donna: riunisce il piede destro al sinistro rimanendo anche lei sulle piante, poi appoggia il tacco destro, il busto è leggermente inclinato a destra.
BASE DI CAMBIO AVANTI, 3PASSI
si esegue sempre dopo i giri a sinistra e consente di collegare i giri sinistri con quelli a destra. La base di cambio permette perciò di cambiare il senso della rotazione, La coppia rallenta la velocità per facilitare il movimento e per una maggiore eleganza
Uomo: 1 tacco-pianta, 2 pianta, 3 pianta-tacco;
Donna: 1 pianta-tacco, 2 pianta, 3 pianta-tacco;
Uomo: avanza con il piede sinistro di un passo naturale di tacco-pianta ed effettua un movimento contrario del corpo.
Donna: con la gamba destra fa un passo accentuato all’indietro di pianta-tacco, compiendo anche lei un movimento contrario del corpo.
Uomo: allarga il piede destro di lato di pianta,ma a causa della velocità e quindi della forza d’inerzia, il movimento non risulterà laterale ma leggermente diagonale rispetto al piede sinistro
Donna: sposta la gamba sinistra a lato e appoggia la pianta. come per il cavaliere, il movimrento risulterà leggermente diagonale.
Uomo: riunisce lentamente il piede sinistro al destro sulle piente e poi appoggia il tacco sinistro tenendo il busto leggermente inclinato a sinistra.
Donna: riunisce con grazia il piede destro al sinistro, sulla pianta, appoggiando poi il tacco destro, il busto è inclinato leggermente verso destra.
BOLERO
22 feb 2012 Lascia un commento
Il bolero cubano, genere musicale cantabile e ballabile, conserva pochi punti comuni col suo lontano antenato, il bolero spagnolo. Romantico, sentimentale, a volte fino all’eccesso, prende la sua ispirazione dalle opere, i romanzi cavallereschi francesi, e le canzoni napoletane. Battendo un tempo di 2/4, quello sviluppa melodie classiche e raffinate, tanto familiari agli motivi europei, conservando i testi poetici dove si mischia la nostalgia, l’incantesimo delle donne e molti amori impossibili. Amalgama di diverse influenze, questo genere si stabilisce a partire dagli anni 1880 nella regione orientale di Cuba, proposto da i cantanti di trova che gli infusero un gioco di chitarra sincopato, (el rayado). Si racconta che il primo bolero, Tristezza, fu scritto nel 1885 da José “Pepe” Sanchéz, cantante e chitarrista autodidatta. È a principio del secolo XX che il bolero arriva realmente a La Habana, dove si impone grazie hai musicisti che arrivavano da Oriente, come Sindo Garay. Nel decorso degli anni 20, il bolero, incrociato con il Son, cedette il passo a quello bolero-son, popolarissimo in quel tempo per i trii ed i sestetti, e fino ai nostri giorni conosciuto sul nome di ballata o salsa romantica. Oggigiorno, questo genere ha una vitalità che coinvolge anche i giovani interpreti che volentieri lo inseriscono nei loro dischio per far meglio apprezzare le loro qualità vocali.
Il Mambo
21 feb 2012 Lascia un commento
La storia di Cuba non conosce solo rivoluzioni sociali e politiche, molte furono le innovazioni anche nel campo musicale.
La rivoluzione più grande fu provocata dall’ingresso in pianta stabile sia nel conjunto di son che nell’orchestra di charanga delle congas, tipico strumento percussivo di ascendenza africana.
Questo evento influenzò completamente il suono di queste orchestre e portò alla nascita di nuovi ritmi. Il primo a vedere la luce fu il mambo, conosciuto all’inizio come danzon de ritmo nuevo, creato da Orestes Lopez nel 1938. Il musicista cubano suonava piano e violoncello nella celebre orchestra Arcano y sus Maravillas, che fu proprio una delle prime ad inserire le congas nella tradizionale formazione di charanga. A questa formazione (nella quale militava anche il mitico contrabbassista Israel “Cachao” Lopez, fratello di Orestes), si deve la registrazione di una innovativa composizione musicale che al tradizionale danzon (di solito eseguito in due parti) aggiungeva una terza parte più movimentata battezzata mambo.
Nella realtà dei fatti il ritmo inventato da Orestes Lopez era più parente del vecchio danzon che del moderno mambo. Nella nuova composizione di Lopez, motivi sincopati derivanti dal son montuno si univano a improvvisate variazioni di flauto. Ancora mancava al nuovo ritmo quell’energia che solo l’introduzione di una possente sezione di fiati era in grado di regalargli. Un grande contributo per la definizione del nuovo ritmo lo diede il già popolarissimo Arsenio Rodriguez che sviluppò un contrappunto musicale denominato diablo.
Rodriguez autentica stella del son, era considerato un virtuoso della tipica chitarra cubana denominata tres ed era soprannominato el cieguito meravilloso perchè da piccolo un calcio di un asino lo aveva reso cieco.
Nel 1948 un pianista fino allora sconosciuto, Perez Prado, mise nella valigia il mambo di Orestes e il diablo di Arsenio e pieno di speranze andò in cerca di fortuna in Messico dove, ispirandosi al suono delle big band americane (che stavano vivendo il loro magico momento) seppe dare gloria mondiale al nuovo ritmo. Perez Prado fu il primo ad intuire la carica esplosiva del mambo, ne accellerò il ritmo e soprattutto, lasciando da parte flauto e violino, diede spazio alla sezione fiati, in particolare i sassofoni, corredando il tutto con l’energia delle percussioni cubane.
Il nuovo ritmo ebbe subito un successo strepitoso che fece il giro del mondo. Il primo successo di Perez Prado fu “Rico Mambo”, composto nel 1951, ma a questo fortunato brano seguì una serie incredibile di successi come “Patricia”, “Mambo n. 5″, “Ciliegi Rosa” etc etc. In molti paesi, incluso la Colombia, il mambo fu proibito. Come ci racconta lo stuodioso colombiano: Josè Arteaga: “La chiesa cattolica si mise a capo di questa crociata inquisitoria bollando il nuovo ballo come indecente ed osceno, soprattutto a causa delle contorsioni erotiche che realizzavano i ballerini durante la sua esecuzione.
Nel 1955 il vescovo di Santa Rosa de Osos, monsignore Miguel Angel Builes, promulgò un editto e guidò una campagna per ristabilire la morale della città, sovvertita a suo dire, dalla musica del Caribe, dalle sue pellicole e dai suoi balli licenziosi. Il vescovo nel suo manifesto condannò il neo-paganesimo provocato dalla rivoluzione sessuale, dai bagni misti, dal mambo e dalle altre moderne invenzioni giunte dall’inferno per mandare in rovina una società che era ormai sconvoltanel suo ordine morale”.
Persino il cinema si interesso al nuovo ritmo e ne propagandò il mito grazie a storiche pellicole come “Al son del mambo”, “Son Veracruz es bello”, “Coqueta” e “Al compas del mambo”. Grande successo il mambo lo ottenne anche in Italia dove entrò a far parte della colonna sonora di film storici come “La dolce vita” di Federico Fellini e “Riso Amaro” con la bella Silvana Mangano. In realtà il mambo ebbe un gran successo soprattutto al difuori di Cuba che al suo interno. Anche i ballerini cubani dell’epoca ne rimasero solo in parte conquistati in quanto il mambo non divenne mai un ballo veramente popolare. Le sue figure i suoi passi non nascono infatti da un evento spontaneo ma sono frutto della creazione di alcuni coreografi che, intuendone le enormi possibilità, lo introdusserro con una vena leggermente scandalistica nelle loro riviste e nei loro spettacoli di cabaret.
Il passo base del mambo è molto semplice. I ballerini entrano sul primo tempo marcando il piede sinistro in avanti per riportarlo nel secondo tempo allo stesso punto di partenza per poi eseguire lo stesso passo con il piede destro, marcando così tutte le otto battute del tempo. Il tutto viene eseguito arminizzando il movimento delle mani che si muovono sempre in maniera opposta a quella dei piedi. Un’altra variante è costituita dal classico passo avanti ed indietro caratterizzato da un doppio battere di mani ed un leggero piegamento quando si va avanti con il piede sinistro ed un’alzata di busto e di mani quando si marca con il destro indietro. La terza variante consiste nell’effettuare un piccolo twist sul posto per poi scalciare il piede in aria prima da un lato, poi dall’altro.
Più elaborato il mambo newiorchese che come vedremo in seguito avrà sicuramente una grande influenza sia sulla salsa che sul mambo internazionale, che sarà adottato dal mondo delle danze standard latino americane.
Ritmo e stile nella Salsa
20 feb 2012 Lascia un commento
on l’arrivo in Argentina nel 1998 del ballerino peruviano-newyorkino Jimmi Anton, si scateno’ una enorme polemica tra i ballerini salseri.
Si ascoltano frasi del tipo: “Io ballo in due”, “Io ballo in clave 2″, “Io ballo in uno”, “Io ballo salsa-mambo”, “Io ballo casino”, “Io ballo son”, etc. Di certo c’e’ una grande confusione tra ritmo e stile, nonche’ idee poco chiare tra coloro che danno lezioni di ballo (alcuni maestri di ballo insegnano a ballare in due partendo sul primo tempo musicale).
I balli generalmente prendono il nome dalla musica.
Nel caso della salsa la cosa e’ un po’ piu’ complicata: a differenza di altri balli la salsa divenne famosa fuori da Cuba, sua terra di origine, e questo porta come conseguenza che, adottata in altri paesi, come Stati Uniti, Portorico, Venezuela e Colombia, la salsa si balli in differenti modi e talvolta cambiando nell’interpretazione i tempi forti della musica. A Cuba esistono due stili per ballare la salsa: il Son che dovrebbe essere considerato nel mondo intero come l’originale, cioe’ legato alle origini, e il Casino che nasce come un leggero cambio che soffre il Son quando nei locali da ballo per i bianchi ricchi si introduce l’influenza del nascente rock & roll. Non considero la Timba poiche’ e’ un fenomeno di danza spontanea che esiste da sempre nell’isola e che ora vive il suo massimo splendore e del quale mi occupero’ in un’ altra occasione. Nel caso del Mambo voglio ricordare che per il cubano esso e’ un genere musicale a parte con i suoi fondamenti ed il suo stile di danza. Il Son e’ uno stile, tanto per le caratteristiche dei suoi movimenti corporali come per il tempo forte su cui si danza, che e’ il quarto tempo del compasso musicale.
A questo punto sorge spontanea la domanda: “Posso dire che ballo Son solo perche’ marco il quarto tempo del compasso musicale?” Nooo ! Se marco sul quarto tempo e do’ al corpo movimenti che non hanno nulla a che vedere con il Son non lo sto’ ballando affatto! A cosa voglio arrivare con questo: il nome del ballo deve essere riferito allo stile.
Pertanto e’ concettualmente errato impartire classi di ballo in due, in uno o in quattro. Gli si dovra’ porre il nome dello stile: nel caso della salsa in due si dira’ salsa-mambo o ancor meglio salsa-jazz. Un esempio: a Los Angeles si balla sul primo tempo e a New York sul secondo tempo e bisogna essere dei conoscitori della materia per accorgersi che ballano differente poiche’ fanno gli stessi gesti con le mani, mischiano passi di rumba, mambo, cha-cha-cha, jazz, break-dance differenziandosi solo nel ritmo, cioe’ sulla scelta del tempo forte. In quest’ esempio e’ chiara una cosa: negli Stati Uniti che sono il principale esportatore di cultura del mondo,il ballo della salsa acquista queste caratteristiche per la stessa storia della danza di questo paese: Graham, Fred Astaire, Gene Kelly, i Nicholas brothers, senza contare la tradizione nel musical di Hollywood, anche se continuo ad affermare che aldila’ della scelta del tempo su cui ballare la proiezione estetica e’ per tutti la stessa.
Ora daro’ la mia idea sul nome dei balli:
Corretto Scorretto
SON in quattro
CASINO in uno
SALSA in uno
SALSA-MAMBO in due
SALSA-JAZZ in due
Rappresentazione grafica degli stili rispetto al tempo forte (teoria):
Tempi musicali: 1 2 3 4 5 6 7 8
Stili: Casino
Salsa Salsa-Mambo
Salsa-Jazz Son Casino
Salsa Salsa-Mambo
Salsa-Jazz Son
CLAVE
Non dovendo nominare lo stile con il tempo su cui si balla, poiche’, come dicevamo non definisce nulla nella interpretazione della danza resta un tema da affrontare e desidero che mi si risponda:
“Che significa ballare in clave?”
Giuro che non lo so’.
La Salsa – Mambo
15 feb 2012 Lascia un commento
La salsa raggiunge negli anni ’70 il suo apogeo. É quella una epoca dorata sia per la musica che per il ballo. New York è tutta un pullulare di locali, come ad esempio il mitico Corso, dove si riuniscono i migliori ballerini e le migliori orchestre latino-americane.
Sul finire degli anni ’80 questo movimento entra però in crisi, un po’ a causa di una certa ripetitività di idee ma soprattutto in conseguenza del grande successo che stava ottenendo anche tra la gioventù latina l’hustle, un nuovo genere musicale pensato e costruito dall’industria discografica per il mondo delle discoteche.
Il successo travolgente dell’hustle (e di quella che verrà battezzata disco music) spinse il giovane latino a creare un nuovo ballo che verrà battezzato latin hustle e che avrà la sua consacrazione definitiva grazie alla pellicola “Saturday’ Night Fever”, uscita nel 1978 e interpretata da un giovane ragazzo di origine italiana, John Travolta. L’hustle è un ballo molto figurato e acrobatico che fa della spettacolarità la sua arma vincente. Un ballo che col tempo genererà anche una variante da competizione caratterizzata da prese in aria e piroette senza fine che a loro volta favoriranno il nascere di quella che sarà battezzata “salsa hustle”, una corrente stilistica che raggiungerà proprio in quel periodo il suo apice per poi cadere, come é destino di tutte le mode, negli anni successivi nel dimenticatoio.
Quando una moda finisce, in attesa di crearne una nuova si finisce spesso e volentieri per recuperare il passato e quindi ecco che negli anni ’90 torna prepotentemente alla ribalta il vecchio e mai dimenticato mambo. In realtà l’influenza del mambo sulla salsa newyorkese è sempre stata evidente al punto che ancora oggi sono in molti a definire questo tipo di ballo: “mambo-salsa” o “salsa-mambo”. Una delle più grosse differenze tra la salsa cubana e quella newyorkese é che la prima deriva direttamente dal son, la seconda si ispira di più al mambo, in particolare quello dell’epoca dorata del Palladium. Come nel caso della salsa portoricana, una delle principali caratteristiche del mambo-salsa é che imane essenzialmente un ballo in linea, a differenza di quanto succede nel casino cubano, che ha un movimento circolare fatto di continui scambi di posto. Il mambo newiorkese è inoltre caratterizzato da un’enorme utilizzo di passi liberi, i mambo shines, che determinano una sfida di bravura tra l’uomo e la donna. Altra caratteristica del mambo-salsa (attitudine che si affermerà soprattutto nell’ambito delle scuole di ballo) é quella di essere ballato “en contratiempo”, ovvero sul secondo tempo della musica, anche se a questo proposito si sono sviluppate diverse tecniche.
Negli ultimi anni l’apertura di alcune scuole specializzate ha contribuito in maniera decisiva alla diffusione di questo ballo anche tra comunità non strettamente latine. A parte le vecchie glorie ancora oggi in piena attività (come ad esempio Jo Jo Smith e l’intramontabile Freddy Rios), grande importanza ha avuto l’opera del celebre Eddie Torres. Il merito di questo coreografo di origine portoricana é stato quello di creare uno stile molto coreografico che lui stesso battezzerà in seguito “night club style”. La sua abilità è stata quella di combinare intelligentemente l’eleganza del mambo stile Palladium con le figure della salsa hustle. La sua tecnica (visibile in due cassette oggi in commercio dal titolo “Salsa, night club style”) si caratterizza per un uso piuttosto ricercato di complicati mambo shines, combinati però con l’utilizzo di figure piuttosto spettacolari che fanno largo uso di piroette e giri multipli. Il suo grande merito è stato quello di codificare questa tecnica di base dando la possibilità a molti talenti, molti dei quali provenienti direttamente dalla “calle”, di acquisire una solida preparazione accademica. Per questo motivo che Eddie Torres, ancora più che come ballerino, rimarrà nella storia del ballo latino, come maestro e come creatore di uno stile unico ed inconfondibile.
Un certo successo stanno ottenendo anche la coppia formata da Angel e Adelaida Rodriguez, due ex ballerini di hustle, che sono i direttori della compagnia Razz ‘M Tazz, una poderosa organizzazione che ha diverse sedi distribuite nella Grande Mela. Sicuramente lo stile dei Rodriguez, rispetto a quello di Torres, è più influenzato dall’esperienza hustle.
Molte però sono le scuole che operano a New York. Tra le più popolari ricordiamo il Dance Sport di Paul Pellicoro, lo Stepping Out, il Manhattan Dance Studio e il Sandra Cameron Center. Tra gli insegnanti più famosi ricordiamo oltre a quelli già citati: Quetcy Olmo, Carlos Figueroa, Jimmy Anthon, Luis Zegarra, Frankie Martinez, Franklyn Diaz, Luis Matos, Nelson Flores, Evelyne Ramos, Ismael Otero, Gricelle Ponce, Addie Diaz, David Melendez, Nydia Ocasio e Thomas Guerrero. La migliore scuola rimane in ogni caso la strada o sarebbe meglio dire la pista dei vari club. É lì che é possibile vedere all’opera i ballerini più bravi ed é lì che è possibile cimentarsi con loro, anche se inserirsi in questo circolo esclusivo non è affatto facile, soprattutto se si è uomini, in quanto le brave ballerine tendono a snobbare i ballerini più inesperti. Tutto questo alla faccia del divertimento e di quel sentimento goliardico che dovrebbe regnare in un locale di salsa! C’è da sottolineare come nelle discoteche di New York la lotta tra le varie scuole e i vari maestri è accanita, al punto che spesso in pista si assistono a vere e proprie sfide a colpi di passi e di piroette. Ricordo la volta in cui Papito Jala Jala si recò a ballare in un celebre locale di New York. Alla notizia del suo arrivo, Papito si ritrovò circondato da una fila di donne scatenate, tutte in fremente attesa di ballare con lui. Tutto ciò tra gli sguardi increduli della maggior parte dei ballerini di New York che non riuscivano a capire che cosa trovassero le donne di tanto interessante in quel gigante che non era capace nemmeno di fare una piroetta.
Questo episodio ci porta a riflettere sulle differenze che esistono tra la scuola newyorkese e quella portoricana. Oggi più che mai, grazie all’influenza ereditata della salsa hustle, il ballerino di New York tende a fare del ballo una vera e propria lotta dove cerca di mischiare energia, dinamismo, forza e virtuosismo. Al contrario il ballerino di Puerto Rico ha con il ballo un rapporto più morbido, più elegante, fatto di piccoli gesti e di infiniti particolari che ne esaltano nei casi migliori il suo innato sabor caraibico. Questa differenza é comprensibile soprattutto se analizziamo il differente contesto sociale in cui si sviluppa questo ballo. La salsa newyorkese rimane una salsa profondamente urbana, influenzata dal ritmo incessante di una metropoli convulsa e frenetica come é appunto New York. Anche l’attuale generazione di ballerini newyorkesi guarda più all’esempio dei giovani rappers o ballerini di hip hop che all’eleganza dei vecchi ballerini del mambo. Molto diverso e rilassato è, al contrario, il clima che si respira nell’isola di Puerto Rico ed è quindi normale che la salsa dei portoricani sia figlia di questa atmosfera più soft.
Quando inviti a ballare una ragazza di Puerto Rico, se non ti conosce, la prima cosa che ti dice è: “Por favor, suavesito!”. Al contrario quando balli con una ragazza di New York ti sembra di avere una tarantola tra le mani che non vede l’ora di essere frullata. La differenza tra i due stili, diventa di conseguenza essenzialmente dinamica piuttosto che geometrica. A volte i passi o le figure possono anche essere uguali ma di sicuro verranno interpretate in maniera diversa seguendo un po’ l’indole dei due popoli. Riuscirà il tempo e la maggiore conoscenza reciproca a cambiare le loro caratteristiche stilistiche? Difficile dirlo! Se oggi infatti i ballerini portoricani cominciano ad introdurre nel ballo qualche figura, i ballerini di New York, al contrario, sembrano poco influenzati da ciò che succede a Puerto Rico. Siamo quindi molto dubbiosi sul fatto che ci possa essere in futuro un cambio di tendenza e prevediamo che la salsa a New York si trasformerà sempre più in un ballo frenetico ed elaborato, soprattutto grazie al clima di grande competizione che c’è tra le varie scuole ed i vari insegnanti . Ci riferiamo comunque ad una certa élite, visto che, così come succede a Puerto Rico, la maggior parte dei ballerini di New York balla in maniera molto semplice, senza nessuna ambizione estetica solo per il gusto, e il piacere di ritrovarsi a calcare una pista da ballo.
Per quanto riguarda l’aspetto puramente tecnico dobbiamo constatare come nel mambo-salsa esistono differenti maniere per entrare sul secondo tempo della musica. Mentre esponenti della vecchia guardia come Freddy Rios o Mike Ramos entrano direttamente sul secondo tempo della musica, Eddie Torres ha reso molto popolare una tecnica (chiamata break on two) che prevede un passo d’entrata sul primo tempo per poi rompere (in avanti o indietro) sul secondo o sul sesto tempo della musica. In questo caso il conteggio musicale rimane: uno-due-tre-pausa/cinque-sei-sette-pausa. Ci troviamo di fronte ad una tecnica in chiara antitesi con la tradizione cubana del contratiempo che prevede, al contrario, una pausa sul primo e sul quinto tempo della musica. Una tecnica che comunque ha ottenuto a New York un grandissimo successo, soprattutto grazie alla capacità di Eddie Torres di creare dei proseliti che hanno a loro volta diffuso il suo verbo. Questa tecnica a New York é sicuramente la più diffusa, anche se altri maestri, come ad esempio la coppia formata da Angel e Adelaida Rodriguez, continuano ad insegnare la tecnica tradizionale ed entrano di conseguenza direttamente sul secondo tempo della musica, partendo però con il destro indietro.
Enzo Conte
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LA MIA NEW YORK
Ho avuto la fortuna di vivere a New York per un periodo della mia vita.
Facevo il pianista in un ristorante italiano “La Camelia” sulla 48°. Fu proprio durante una delle mie scorribande notturne che conobbi la salsa. Mi ritrovai al mitico Copacabana, che allora si trovava sulla 60° strada e rimasi letteralmente fulminato. Era il 1988. Vivere a New York è una esperienza controversa perché te ne fa vedere non solo le luci ma anche le ombre. E’ una città unica al mondo ma è anche una città ricca di contraddizioni. Quello che più ti colpisce è il suo crogiolo di razze e di culture. Sembra davvero di essere nella capitale del mondo. Eppure se la giri attentamente ti accorgi che ognuna di queste grandi comunità è chiusa nei propri quartieri dove, nonostante l’assimilazione ai modelli di american life, cerca di difendere coi denti la sua identità culturale (ed in alcuni casi, purtroppo, anche razziale). Così troviamo i cinesi a Chinatown, i portoricani nello Spanish Harlem, nel South Bronx e nel Lower East side, i coreani ed i colombiani nel Queens, gli italoamericani a Brooklyn, gli indiani nell’East Village, i dominicani a Washington Height, gli afroamericani ad Harlem, gli ebrei nel loro ghetto.
Eppure nonostante le divisioni queste comunità hanno imparato col tempo ad accettarsi e a tollerarsi ed oggi per fortuna i singoli quartieri non sono così inaccessibili come una volta. Angel Rodriguez, uno dei più famosi maestri di ballo della Grande Mela, mi ha raccontato che una volta i portoricani dello Spanish Harlem suonavano la loro musica a tutto volume per delimitare i confini del loro quartiere, affinché gli afroamericani non potessero entrarvi. Oggi io la mia compagna Sabrina abbiamo tranquillamente passeggiato tutto il giorno tra lo Spanish Harlem ed Harlem (di notte però non ve lo consiglio) senza che ci succedesse niente.
Qualcuno si chiederà a questo punto tutto ciò che cosa c’entri con la salsa. C’entra dal momento che anche la salsa è una grande comunità internazionale che racchiude diversi popoli, diverse culture, diverse nazionalità e la città di New York ci deve essere d’esempio di come tutte queste diverse anime devono riuscire ad imparare a rispettarsi, a tollerarsi ed infine ad accettarsi. Non è infatti attraverso i nazionalismi, gli eccessi di fanatismo o le lotte tipo “Cuba contro Puerto Rico”, che riusciremo a dare futuro a questa espressione etno-musicale che non è solo una miscela di ritmi e di suoni ma è appunto una mezcla di differenti culture. Queste diversità’ non devono però essere viste come un limite, ma al contrario deve essere viste come la sua forza rigenerante…
New York continua ad essere una delle città al mondo dove è più diffusa la febbre della salsa. L’isola tropicale di Manhattan ospita oggi un’immensa comunità latina stimata in tre milioni di persone. Se il latino che vive in America Latina non necessariamente sente il bisogno di andare in un locale per ballare salsa, il portoricano di New York in un locale di salsa ritrova la sua identità. Ecco perché la musica diventa un cordone ombelicale che lega questa immensa comunità alla sua terra. Basta partecipare al Festival della Salsa che si tiene ogni anno agli inizi di settembre al Madison Square Garden per rendersi conto di questa grande realtà. Migliaia e migliaia di latini con le bandiere in mano a rivendicare la propria cultura, le proprie origini, la propria latinità. Negli ultimi anni l’apertura di molte scuole specializzate, ha contribuito però in maniera decisiva alla diffusione di questo ballo anche tra comunità non strettamente latine. Questo fatto ha determinato la diffusione di una salsa che potremmo definire più d’accademia che di strada un po’ sul tipo di quanto succede da noi in Italia.
Questi alcuni dei locali più famosi della Grande Mela:
• El Flamingo Lunedì
547 West 21 street (11th & 12th Avenues)
• Nell’s mercoledì
246 West 14 Street (7th 6 8th Avenues)
• Club Babalù Giovedì
323 West 44 street, (8th & 9th Avenues)
• Copacabana martedì, venerdì, sabato
560 west 34 street (11th Avenues)
Il Bolero
08 feb 2012 Lascia un commento
Il Bolero cubano nacque intorno al 1880 nella zona orientale dell’isola, vero autentico caposaldo della nascita di questo canto popolare d’origine trovadoresca che, al momento, sembra aver resistito alla prova del tempo.
Omonimo del Bolero spagnolo, nonostante abbia ricevuto oltre questa influenza anche quella delle Seguidillas ispaniche, possiede una autentica struttura propria basata su di una misura binaria gia’ caratteristica della musica dei Caraibi. Le sue melodie devono molto alle romanze francesi ed alla tradizione operistica nonostante che il suo aspetto ritmico e’ evidentemente attraversato da elementi di origine africana. I popolari trovadori che cantarono delle semplici melodie accompagnandosi alla chitarra furono i i primi a coltivarre il genere: Pepe Sanchez, Alberto Villalon, e soprattutto il leggendario Sindo Garay furono i primi maestri. Successivamente, dopo la migrazione del genere da Santiago verso L’Avana, nuovi creatori si aggiunsero come Manuel Corona e Oscar Hernandez. Miguel Matamoros, a capo del suo Trio, condurra’ il Bolero ben al di la’ dei lidi cubani in un processo di costante sviluppo a cui si aggiunsero compositori di alto livello come Gonzalo Roig e Ernesto Lecuona. Nel 1929 Nilo Menendez inaugura l’era moderna dello stile con il suo successo immortale “Aquellos ojos verdes”. Orlando De La Rosa, Julio Gutierrez, Rene’ Touzet ed Isolina Carrillo si distinsero come autori in epoca successiva ed, ancor dopo, Jose’ Antonio Mendez, Cesar Portillo De La Luz e Frank Dominguez innovarono fortemente il Bolero creando un nuovo stile denominato “Filin” .
Da piu’ di un secolo il Bolero, che non si puo’ ridurre ad un semplice “lento”, e’ il veicolo perfetto dell’espressione dei sentimenti amorosi. Le sue strofe costituiscono una autentica cronaca della coppia.
Dopo il primo rimpianto d’amore cantato nel 1885 da Pepe Sanchez nel bolero “Tristeza”, lo stile ha attraversato ed impregnato tutti gli altri generi cubani: la canzone habanera con “La tarde” di Sindo Garay, il Danzon con “El amor de mi bohio” di Julio Brito, il Son con “Lagrimas negras” di Miguel Matamoros, l’Afro son con “La vida es un sueno” di Arsenio Rodriguez, il Mambo con “La ultima noche” di Bobby Collazo, il Cha cha cha con “Nunca” di Guty Cardenas, il Filin con “Oh vida” di Luis Yanez, e persino il Jazz con “Como fue’” di Ernesto Duarte.
Talvolta indicati e criticati per il loro machismo intrinseco e, paradossalmente, per il loro masochismo soggiacente, i testi del Bolero sono stati difesi dai piu’ grandi scrittori (Gabriel Garcia Marquez) persino nei loro aspetti piu’ kitsch.
Il Bolero si e’ largamente diffuso fuori da Cuba: a Portorico con Rafael Hernandez e Pedro Flores, in Messico con Agustin Lara e Armando Manzanero, in Spagna con la voce di Antonio Machin, e ancora negli Stati Uniti, in Giappone…
Il Bolero e’ oggi nuovamente di moda. Nuove incisioni rivisitano allegramente i classici (Omara Portuondo) mentre nuove voci appaiono da tutte le parti rilevando il testimone dell’interpretazione del Bolero non piu’ confinato al revival nostalgico dei grandi interpreti del passato trasmessi alla radio.
Tango argentino
27 gen 2012 Lascia un commento
« Il tango non è maschio; è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l’ “otto”, che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l’improvvisazione. (Miguel Ángel Zotto) »
Il tango nasce in Argentina come espressione popolare, e successivamente diviene una forma artistica, che comprende musica, danza, testo e canzone anche se è evidente che, sia nei suoi testi che nel suo carattere culturale, il tango è un elemento inscindibile con le realtà di Buenos Aires, Rosario e Montevideo e la sua periferia della seconda metà dell’800.
Uno degli strumenti caratteristici del tango è il Bandoneón. Pur essendo il tango tradizionale una musica molto sincopata, non si utilizzano nell’esecuzione strumenti a percussione, e gli strumenti utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature ritmiche.
La sua struttura armonica proviene dalla Payada e la Milonga Criolla (arrivata dalla campagna attraverso i Gauchos), l’Habanera (portata dagli schiavi liberati) ed il Tango Andaluz (dagli spagnoli).[senza fonte] Negli studi di registrazione subirà un cambiamento nella sua struttura armonica, che, se anche marginalmente, fu molto notato dai “Tangueros” delle periferie alla fine degli anni ’20.[senza fonte] I nomi dei maggiori compositori di musica a partire dai primi anni del Novecento fino all’età d’oro, quella degli anni ’30 e ’40, Aníbal Troilo, Juan D’Arienzo, Carlos Di Sarli, Osvaldo Pugliese, Francisco De Caro, sono tutti figli d’italiani (gli argentini in generale sono figli d’immigranti, e l’urgenza di trovare una propria identità spinse il Tango alla sua comparsa non solo come semplice musica ma come un pensiero che si balla). Lo stesso compositore e direttore d’orchestra Astor Piazzolla aveva il padre toscano.[1]
In principio il tango si affermò come musica popolare nel rapido e tumultuoso sviluppo di Buenos Aires ed ebbe ripercusione nella vicina Montevideo che in breve passarono da 210.000 a 1.200.000 abitanti e da 48.000 a 2.000.000 rispettivamente e nella vicina città di Rosario fino ad arrivare a fare il giro del mondo. I grandi autori di tango della regione del Rio de la Plata,gli uruguagi Razzano, Canaro, Villas Boas, Metallo e Donato Racciatti (musicisti nati in Italia e poi nazionalizzati) e gli argentini (Le Pera, nato in Brasile e poi nazionalizzati, Contursi, Discépolo, Solanas, Troilo, Espósito, Filiberto, Cobián, Cadícamo ed altri) la confermarono come musica nazionale Argentina, anche se come sappiamo era già diventata tale nella periferia prima dell’accettazione della grande borghesia.
Fox Trot:
25 gen 2012 Lascia un commento
Il Fox trot traduzione il passo della volpe, è una marcia strisciata e molleggiata, con i ballerini che si muovono guancia a guancia su un ritmo sincopato. Il fox trot ha una sua origine, pur appartenendo al genere ragtime. Infatti, il ballo deve il suo nome non tanto alla volpe “Fox” in inglese, ma all’attore Harry Fox che lo creò per un suo spettacolo al New York Theatre, trasformato in cinematografo per alleggerire l’attesa del cambio delle pellicole ed ebbe un tale successo che lo stesso teatro, fu presto trasformato in un “Jardin de dance” ed in breve tempo divenne la sala da ballo più famosa della città. Questo ballo era molto accattivante per le sue continue variazioni di ritmo, mentre i movimenti apparivano semplici ed elementari, quindi alla portata di tutti. Nel 1915 il ballo giunse in Inghilterra dove però i maestri effettuarono una sorta di rieducazione, togliendo le figure troppo esuberanti ed includendo figure canoniche molte delle quali tratte dal valzer lento.
PASSO BASE 8 PASSI:
La tecnica del Fox è molto simile a quella del Valzer Lento, del valzer viennese e della mazurca chiaramente con un ritmo diverso. L’uomo inizia il ballo in direzione diagonale-parete, contro la linea di ballo e rispetto agli altri balli, i primi due passi sono all’indietro. Sia l’uomo sia la donna procedono poi a zig-zag lungo la linea di ballo in senso antiorario come per tutti i balli.
Uomo 1 pianta-tacco, 2 pianta-tacco, 3 pianta, 4 pianta-tacco, 5 tacco-pianta, 6 tacco-pianta, 7 pianta, 8 pianta-tacco.
Donna 1 tacco-pianta,2 tacco-pianta, 3 pianta-tacco, 4 pianta-tacco, 5 pianta-tacco, 6 pianta-tacco, 7 pianta, 8 pianta-tacco.
RITMO MUSICALE: lento, lento, veloce, veloce, lento, lento, veloce, veloce.
UOMO: con passo naturale e lento sposta all’indietro il piede sinistro in direzione diagonale-centro, appoggia la pianta poi il tacco tenendo il peso del corpo sulla pianta, per essere più leggero e pronto nei passi successivi.
DONNA: avanza con il piede destro, di tacco-pianta, fra i piedi dell’uomo.
UOMO: sposta all’indietro il piede destro, di pianta-tacco con un passo lento ma più lungo del precedente, sempre in direzione diagonale-centro. Accenna il movimento contrario del corpo spostando leggermente la spalla destra in avanti.
DONNA: avanza con il piede sinistro di tacco-pianta, con la stessa lunghezza di passo dell’uomo.
UOMO: spostando la gamba sinistra a lato, appoggiandosi di pianta, ruota di 2/8 di giro a sinistra.
DONNA: anche lei seguendo il movimento dell’uomo, ruota di 2/8 di giro a destra.
UOMO: con un movimento veloce, riunisce il piede destro al sinistro di pianta-tacco.
DONNA: anche lei seguendo il movimento dell’uomo, riunisce il piede sinistro al destro.
UOMO: avanza con il piede sinistro di tacco-pianta.
DONNA: sposta all’indietro il piede destro di un passo.
UOMO: avanza di un passo con il piede destro, di tacco-pianta, in mezzo ai piedi della donna, tale movimento è lento e molto ampio.
DONNA: indietreggia con il piede sinistro di pianta-tacco.
UOMO: spostando la gamba sinistra a lato, appoggiandosi di pianta, ruota di 2/8 di giro a sinistra.
DONNA: anche lei seguendo il movimento dell’uomo, ruota di 2/8 di giro a destra.
UOMO: riunisce il piede destro al sinistro.
DONNA: anche lei riunisce il piede sinistro al destro seguendo i movimenti dell’uomo.
PASSO BASE FUORI DONNA 8 PASSI:
Questa figura è una variante del passo base, descritto in precedenza, difatti le sequenze dei passi sono uguali, solo nei passi 5 e 6 l’uomo viene a trovarsi esternamente alla donna, cioè di fianco. L’uomo inizia fronte diagonale-parete, contro la linea di ballo, procedendo insieme a zig-zag lungo la linea di ballo.
Uomo 1 pianta-tacco, 2 pianta-tacco, 3 pianta, 4 pianta-tacco, 5 tacco-pianta, 6 tacco-pianta, 7 pianta, 8 pianta-tacco.
Donna 1 tacco-pianta,2 tacco-pianta, 3 pianta, 4 pianta-tacco, 5 pianta-tacco, 6 pianta-tacco, 7 pianta, 8 pianta-tacco.
RITMO MUSICALE: lento, lento, veloce, veloce, lento, lento, veloce, veloce.
UOMO: con passo naturale e lento sposta all’indietro il piede sinistro in direzione diagonale-centro, appoggia la pianta poi il tacco tenendo il peso del corpo sulla pianta, per essere più leggero e pronto nei passi successivi.
DONNA: avanza con il piede destro, di tacco-pianta, fra i piedi dell’uomo.
UOMO: sposta all’indietro il piede destro, di pianta-tacco con un passo lento ma più lungo del precedente, sempre in direzione diagonale-centro. Accenna il movimento contrario del corpo spostando leggermente la spalla destra in avanti.
DONNA: avanza con il piede sinistro di tacco-pianta, con la stessa lunghezza di passo dell’uomo.
UOMO: spostando la gamba sinistra a lato, appoggiandosi di pianta, ruota di 2/8 di giro a sinistra.
DONNA: anche lei seguendo il movimento dell’uomo, ruota di 2/8 di giro a destra.
UOMO: con un movimento veloce, riunisce il piede destro al sinistro di pianta-tacco.
DONNA: anche lei seguendo il movimento dell’uomo, riunisce il piede sinistro al destro.
UOMO: sposta il piede sinistro esternamente alla donna.
DONNA: con il piede destro accenna un passo di lato.
UOMO: avanza con il piede destro, con passo lungo di tacco-pianta in direzione diagonale-parete rimanendo esternamente alla donna, il movimento è molto ampio e lento.
DONNA: effettua un passo indietro con il piede sinistro, di pianta-tacco.
UOMO: spostando la gamba sinistra a lato, appoggiandosi di pianta, ruota di 2/8 di giro a sinistra.
DONNA: anche lei seguendo il movimento dell’uomo, ruota di 2/8 di giro a destra.
UOMO: riunisce il piede destro al sinistro.
DONNA: anche lei riunisce il piede sinistro al destro seguendo i movimenti dell’uomo.
GIRO A DESTRA CHIUSO 4 PASSI:
Questa figura è un po’ più complessa, in quanto la coppia deve ruotare di 7/8 di giro a destra, in due fasi, nella prima fase, la rotazione è di 4/8, nella seconda di 3/8. La figura risulta coreograficamente bella per la sua spettacolarità, sia per chi la compie, per la tecnica, sia per chi la osserva offrendo un’immagine di grande stile. In pratica per effettuare questa figura ci vogliono otto passi, perché tale figura la si fa dopo i primi quattro passi del passo base.
Uomo 1 pianta, 2 tacco-pianta, 3pianta, 4 pianta-tacco.
Donna 1 tacco-pianta, 2 pianta, 3 pianta, 4 pianta-tacco.
RITMO MUSICALE: lento, lento, veloce, veloce.
UOMO: dopo i primi quattro passi del passo base, l’uomo sposta all’indietro il piede sinistro, di pianta con un movimento lento, ruotando il busto di 4/8 di giro a destra.
DONNA: sposta avanti di tacco-pianta, il piede destro, ruotando con l’uomo.
UOMO: sposta avanti di tacco-pianta il piede destro, e vi porta il peso del corpo sopra.
DONNA: anche lei sposta indietro il piede sinistro di pianta, lasciandosi guidare dall’uomo. Sia l’uomo che la donna effettuano il movimento contrario del corpo.
UOMO: sposta di lato il piede sinistro di pianta, continuando la rotazione di 3/8 di giro.
DONNA: anche lei seguendo la rotazione dell’uomo, appoggia la pianta del piede destro di lato.
UOMO: : riunisce il piede destro al sinistro.
DONNA: anche lei riunisce il piede sinistro al destro.
GIRO A SINISTRA CHIUSO 6 PASSI:
Questa figura la si esegue sempre dopo il passo base, con l’eccezione che al punto passo 7 e al passo 8, del passo base stesso, l’uomo deve effettuare un giro di 1/8 in più, afinchè venga a trovarsi lungo la linea di ballo, difatti il giro a sinistra chiuso parte con questa direzione.
Uomo 1 tacco-pianta, 2 pianta, 3 pianta-tacco, 4 pianta-tacco,5 pianta, 6 pianta-tacco.
Donna 1 pianta-tacco, 2 pianta, 3 pianta-tacco, 4 tacco-pianta, 5 pianta, 6 pianta-tacco.
RITMO MUSICALE: lento, veloce, veloce, lento, veloce, veloce.
UOMO: avanza con il piede sinistro di tacco-pianta, in direzione diagonale centro, contemporaneamente effettua un movimento contrario del corpo.
DONNA:sposta all’indietro il piede destro di pianta-tacco e ruota anche lei seguendo il movimento contrario del corpo dell’uomo, compie 1/8 di giro a sinistra.
UOMO: sposta a lato il piede destro, con la pianta e ruota intorno alla donna compiendo 2/8 di giro.
DONNA: segue la rotazione dell’uomo girando sulla pianta del piede sinistro.
UOMO: riunisce di pianta-tacco il piede sinistro al destro e facendo questo, ruota di 1/8 di giro.
DONNA: riavvicina il piede destro al sinistro di pianta-tacco, ruotando anche lei di 1/8 di giro.
UOMO: sposta a lato il piede destro, con la pianta e ruota intorno alla donna compiendo 2/8 di giro.
DONNA: segue la rotazione dell’uomo girando sulla pianta del piede sinistro.
UOMO: riunisce di pianta-tacco il piede sinistro al destro e facendo questo, ruota di 1/8 di giro.
DONNA: riavvicina il piede destro al sinistro di pianta-tacco, ruotando anche lei di 1/8 di giro.
UOMO: sposta all’indietro il piede destro, di pianta-tacco, ruotando sulla punta di 1/8 di giro a sinistra.
DONNA: sposta avanti il piede sinistro di tacco-pianta, e anche lei segue la rotazione dell’uomo di 1/8 di giro.
UOMO: sposta a lato il piede sinistro di pianta, ruotando di 2/8 di giro, venendosi a trovare in direzione diagonale parete.
DONNA: anche lei sposta a lato il piede destro di pianta, posizionandolo davanti al sinistro dell’uomo e ruota di 2/8 di giro.
UOMO: riunisce il piede destro al sinistro di pianta.
DONNA: anche lei riunisce il piede sinistro al destro ma di tacco.
GIRO A SINISTRA APERTO 6 PASSI:
Questa figura la si esegue sempre dopo la prima parte, del passo base, con l’eccezione di ruotare di 1/8 di giro in più, nella prima parte del passo base, per trovarsi di fronte lungo la linea di ballo, in sostanza invece di 1/4, pari a 2/8 di giro è necessario girare di 3/8 di giro.
Uomo 1 tacco-pianta, 2 pianta-tacco, 3 pianta-tacco, 4 pianta-tacco,5 pianta, 6 pianta-tacco.
Donna 1 pianta-tacco, 2 pianta-tacco, 3 tacco-pianta, 4 tacco-pianta, 5 pianta, 6 pianta-tacco.
RITMO MUSICALE: lento, lento, lento, lento, veloce, veloce.
UOMO: con movimento contrario del corpo avanza con il piede sinistro di tacco-pianta, ruotando di 1/8 di giro.
DONNA:seguendo il movimento contrario dell’uomo, sposta indietro il piede destro di pianta-tacco, ruotando anche lei di 1/8 di giro.
UOMO: sposta a lato il piede sinistro di un passo di pianta-tacco, ruotando di 2/8 di giro uscendo di fianco alla donna.
DONNA: sposta a lato il piede destro appoggiandolo di pianta-tacco compiendo anche lei 2/8 di giro.
UOMO: indietreggia di pianta-tacco, con il piede sinistro.
DONNA: avanza con un passo del piede destro di tacco-pianta.
UOMO: effettua un passo lungo all’indietro con il piede destro, di pianta-tacco ruotando di 1/8 di giro.
DONNA: anche lei avanza con un passo lungo, con il piede sinistro di tacco-pianta portandovi sopra il peso del corpo per poter effettuare con un buono slancio il passo successivo.
UOMO: sposta a lato il piede sinistro di pianta rutando di 2/8 di giro.
DONNA: anche lei sposta a lato il piede destro di pianta seguendo il movimento dell’uomo.
UOMO: riunisce il piede destro al sinistro di pianta-tacco, trovandosi pronto ad effettuare gli ultimi quattro passi del passo base.
DONNA: anche lei riunisce il piede sinistro al destro di pianta-tacco.
CHASSE’ A DESTRA 8 PASSI:
Questa figura è molto semplice da effettuarsi e serve anche per districarsi quando la sala è molto impegnata dalle altre coppie, si esegue dopo il giro a destra oppure nel passo base, però bisogna girare di più per agevolare l’inizio della figura nella giusta direzione.
Uomo 1 pianta-tacco, 2 pianta, 3 pianta, 4 pianta, 5 pianta-tacco, 6 tacco-pianta, 7 pianta, 8 pianta-tacco.
Donna 1 tacco-pianta, 2 pianta, 3 pianta, 4 pianta, 5 pianta-tacco, 6 pianta-tacco, 7 pianta, 8 pianta-tacco.
RITMO MUSICALE: lento, veloce, veloce, veloce, veloce, lento, veloce, veloce.
UOMO: con un passo lungo, sposta all’indietro la gamba sinistra di pianta-tacco effettuando il movimento contrario del corpo.
DONNA: sposta avanti la gamba destra di tacco-pianta ,con un passo lungo come l’uomo, anche lei esegue il movimento contrario del corpo.
UOMO: sposta di lato il piede destro di pianta, ruotando di 2/8 di giro trovandosi in direzione fronte centro della sala.
DONNA: sposta di lato il piede sinistro, ruotando anche lei di 2/8 di giro.
UOMO: riunisce il piede sinistro al destro.
DONNA: anche lei riunisce il piede destro al sinistro.
UOMO: sposta di lato il piede destro di pianta.
DONNA: anche lei sposta di lato il piede sinistro di pianta.
UOMO: riunisce il piede sinistro al destro.
DONNA: anche lei riunisce il piede destro al sinistro.
UOMO: effettuando il movimento contrario del corpo, avanza con il piede destro di tacco-pianta, con un passo lungo e girando di 2/8 di giro.
DONNA: anche lei con un passo molto lungo come l’uomo indietreggia con il piede sinistro, di pianta-tacco e ruota di 2/8 di giro.
UOMO: sposta a lato il piede sinistro, ruotando di 2/8 di giro.
DONNA: anche lei sposta a lato il piede destro ruotando di 2/8 di giro.
UOMO: riunisce il piede destro al sinistro.
DONNA: anche lei riunisce il piede sinistro al destro.
BALLANCE’ 4 PASSI:
Questa figura è molto bella per la sua coreografia, la donna viene sostenuta dall’uomo mentre si allunga all’indietro con il busto con un movimento lento e dolce, il ballancè si può effettuare dopo il passo base ed in qualsiasi direzione, l’uomo può far girare la donna di 1/8 di giro oppure di1/2 giro.
Uomo 1 tacco-pianta, 2 pianta-tacco, 3 pianta, 4 pianta-tacco.
Donna 1 pianta, 2 tacco-pianta, 3 pianta, 4 pianta-tacco.
RITMO MUSICALE: lento, lento, veloce, veloce.
UOMO: con movimento contrario del corpo, sposta in avanti il piede sinistro di tacco-pianta, le gambe sono leggermente abbassate sorregge la donna.
DONNA: anche lei seguendo il movimento contrario del corpo indietreggia con il piede destro di pianta allungandosi all’indietro.
UOMO: sposta il peso del corpo dal piede sinistro al destro.
DONNA: sposta anche lei il peso del corpo dal piede destro al sinistro.
UOMO: sposta di lato il piede sinistro.
DONNA: anche lei seguendo l’uomo sposta a lato il piede destro.
UOMO: riunisce il piede destro al sinistro di pianta.
DONNA: riunisce i piedi anche lei ma li incrocia con il sinistro davanti al destro.
Ballo Da Sala
24 gen 2012 Lascia un commento
Il Ballo da Sala comprende tre balli, tutti molto spettacolari:
Il Valzer Lento (detto anche Valzer Inglese), il Tango e il Fox Trot
Questi tre balli possiedono ognuno una caratteristica particolare, dei tre il Valzer Lento è sicuramente quello più armonioso, grazie anche alla sua musica romantica. Poi c’è il Tango, che è il più teatrale sia per l’esecuzione sia per il timbro musicale. Poi c’è il Fox Trot che è il più allegro e il più spensierato.
Paragonando il Ballo Liscio unificato al Ballo da Sala, si può affermare che quest’ultimo è si meno faticoso, ma si differenzia per lo stile più raffinato, per l’eleganza dei suoi movimenti e per l’abilità che richiede la sua esecuzione, con la pratica e l’esercizio costante si acquisisce anche quel pizzico di virtuosismo che è alla base dell’interpretazione dei tre balli.
Lo spirito del tango
20 gen 2012 Lascia un commento
Lo spirito del tango risiede da qualche parte dentro di noi, diamoci la possibilità di essere sedotti dal suo fascino. Ovunque, nel mondo, vi siano persone che si incontrano per apprezzare il ballo, c’è sempre il tango. Il tango non si insegna ma si impara, non è necessario inculcarlo in qualcuno, già si trova là, nell’intimo. Piuttosto si tratta di permettergli di venire fuori e di esprimersi. Anche i ballerini più inesperti sono in grado di apprezzare il tango dopo soltanto una o due lezioni, è la musica che prende, è lei la vera maestra. Il tango è una danza per tutte le stagioni della vita e per tutti. Per i più giovani è un approccio emozionante e talvolta divertente. Per gli accademici è intellettualmente stimolante. Per gli anziani è ugualmente apprezzabile e praticabile, dato che richiede uno sforzo energetico non superiore a quello di una passeggiata. Non esisterà mai un solo ballo che possa eguagliare l’attrattiva universale del tango. Qualcuno una volta disse: “Il tango è il ballo preferito da tutti ed è giusto che nessuno l’abbia ancora scoperto del tutto!”.
Lo stile che insegniamo è quello dei vecchi milongueri di Buenos Aires, uno stile pulito, semplice e coinvolgente che lavora molto l’abbraccio e mette in evidenza la coppia in quanto “creatura altra” rispetto ai due ballerini componenti (indifferentemente uomo-donna, donna-donna o uomo-uomo). Uno ha il ruolo di proporre i passi secondo la musica, l’altro ha il ruolo di ricevere e ridonare la propria interpretazione musicale, in un dialogo coinvolgente e appassionante.

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